DIR o Hogarthian Diver ? - Mille Bolle Diving

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Mi immergo per la sensazione dell'avventura, la sensazione di poter andare dove molti non andranno mai. Ed insegno per poter condividere quest'emozione con i miei allievi.
Grasso C.
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< class="imPgTitle" style="display: block;" itemprop="headline">LO STRESS - PREGI E DIFETTI
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Pubblicato da in STRESS ·
Stress, pregi e difetti
Che cos’è lo STRESS?
Lo STRESS è una risposta di adattamento a stimoli di diversa natura che portano l’organismo e la psiche a tensione fisica, qualsiasi forma di STRESS perturba l’OMEOSTASI (dal greco “uguale posizione”) dell’organismo.
Si possono distinguere in eustress (dal greco eu che significa “bene”) e distress (dal greco dys che significa “in peggio”):
o   Eustress, offre energia e vitalità all'organismo, inducendo il sistema nervoso alla produzione di catecolammine (adrenalina e noradrenalina) e il sistema endocrino alla attivazione e alla azione degli ormoni corticosteroidi.
o   Dystress, può portare ad un abbassamento delle difese immunitarie, oltre ai primari segnali di allarme (ansia, tensione muscolare, tachicardia, insonnia, ecc.).
Manifestazione dello STRESS
1.      prima fase di allarme a carico del sistema simpatico che predispone l'individuo alla risposta motoria “lotta e fuga”:
o   attinge energie dalle riserve immagazzinate nel nostro corpo;
o   inibisce la digestione;
o   aumenta le secrezione di epinefrina e norepinefrina;
o   dilata i bronchi e i vasi cardiaci;
o   fa contrarre la muscolatura;
o   dilatazione delle narici a favore di una più efficiente respirazione
o   completo rilassamento dei muscoli “inutili”
o   etc.
2.              seconda fase ossia la "scarica" per mezzo del sistema parasimpatico (crollo parasimpatico), con conseguente rilascio di catecolamine, tra cui la dopamina, che attiva la sensazione del piacere. E' nota la sensazione intensa di pace e piacere che segue, soprattutto per effetto del rilascio di dopamina endogena, noto anche come Collasso da Sforzo (shock neurogeno).
CITAZIONE: “L’istante immediatamente dopo la vittoria è il momento di più grande vulnerabilità, quando le truppe si rilassano esse sono avvolte da un potente e devastante crollo fisiologico” – Napoleone Bonaparte.

Codice dei colori: l’autoconsapevolezza
CITAZIONE: “"Il duro lavoro costringe la fortuna a venirci incontro." – Col. John Dean "Jeff" Cooper.
Relazione tra STRESS e Autoconsapevolezza
Un avvenimento come un incendio in azienda (ad es.) è un evento caratterizzato da tre fasi temporali e due tipologie di soggetti coinvolti.
FASI TEMPORALI
1.      Fase 1, il momento che precede l’evento, esistono due tipologie di soggetti, quelli inermi o inconsci che ritroveremo sotto il colore Bianco e quelli pronti ad agire reagire consapevolmente che rientreranno nella categoria Giallo.
2.      Fase 2, l’evento è in corso, le due tipologie di persone reagiscono allo stress, a complicare la situazione potrebbero esserci delle tensioni fisiche basilari dovute alla propria “armatura caratteriale”.
3.      Fase 3, il cessato allarme potrebbe creare danni collaterali al verificarsi di crolli parasimpatici (o collassi da sforzo), è una fase che và gestita con la stessa prontezza e perizia della Fase 2
CODICE COLORI
Il codice colori elaborato dal Col. Jeff Cooper nell’ambito marziale è stato poi rielaborato e impiegato anche in altre realtà dove l’evento in emergenza è il fulcro (118, VVFF, Pronto Soccorso, etc.). Jeff Cooper ha evidenziato che è più importante il “MINDSET” che gli stessi strumenti a disposizione. Portandolo nella nostra realtà, a gestire un emergenza come un incendio per prima cosa dobbiamo essere armati della conoscenza, se non abbiamo la mente pronta e formata l’estintore non ci sarà mai d’aiuto.
·         BIANCO, la condizione bianca rappresenta lo stato mentale più insidioso per la propria incolumità. È lo stato mentale legato alla negazione di qualsiasi pericolo e dà lo stesso grado di prontezza che si ha dormendo o girando soprappensiero mentre si ascolta la musica dall’iPod. (ad es.). Questo è tipico anche per chi non sa di non sapere (4 stadi di coscienza)
·         GIALLO, è una condizione di vigilanza e allerta a 360°, senza che questa comporti la presenza di qualsivoglia agitazione o paura paranoide. Non è presente alcuna minaccia specifica ma ci si mantiene in uno stato di vigilanza attiva prestando attenzione all’ambiente, ai rumori e alle persone che sono nelle vicinanze. È la condizione mentale alla quale accedere appena si esce dalla porta di casa.
·         ARANCIO, si entra in questa condizione quando si rileva una minaccia non specifica ma che richiama l’attenzione. È legata alla percezione di un qualcosa che non và. L’istinto o l’inconscio avvertono la parte cosciente che qualcosa o qualcuno nell’ambiente circostante merita l’assoluta attenzione ed eventualmente una reazione. In questa fase la mente elaborerà diverse ipotesi e scenari; perciò è importante non cedere all’ansia da anticipazione, elaborare un semplice piano, e attuarlo.
·         ROSSO, il pericolo è imminente o altamente probabile, e la minaccia prima ignota si materializza. L’oggetto di quei comportamenti e di quelle attenzioni sospette siamo inconfutabilmente noi. La condizione rossa è così raggiunta. I n questa fase è fondamentale aver già abbracciato l’idea di ricorrere a una risposta fisica adeguata, dato che il tempo di reazione sarà maggiore se l’idea dell’azione non è ancora stata abbracciata. Si rimane in attesa dell’innesco o “Mental Trigger” cioè qualsiasi evento che ci porti ad agire preventivamente. L’esempio è il “principio di incendio”.
·         NERO, purtroppo l’evento è in pieno svolgimento ha superato (ad es.) la fase “principio di incendio”. Da ricordare, assolutamente a fine evento, mai saltare dal colore NERO al BIANCO, la regressione deve essere graduale e fermarsi al GIALLO.
Abbiamo quindi analizzato alcuni aspetti di ciò che ci prepara a reagire correttamente, siamo passati da NON SAPERE DI NON SAPERE a SAPERE DI NON SAPERE. Il gradino successivo sarà acquisire le informazioni necessarie per entrare nel terzo stadio di coscienza SAPERE DI SAPERE, necessario affinché la nostra mente possa continuamente elaborare e permettere al nostro corpo di agire, parafrasando Jeff Cooper, con le nostre mani lavoriamo, soccorriamo, agiamo, ma non sono altro che l’estensione della nostra mente.

Paura, Attivazione Psicologica e Performance
Facciamo un passo in dietro riprendendo l’eustress, il corpo umano, a seconda di un’esposizione allo stress più o meno intensa, si trova in differenti situazioni di attivazione psicologica e di performance fisiche. Tenendo presente che a seconda degli individui, della forma fisica generale e di altri fattori si possono avere prestazioni differenti, sono stati individuati diversi parametri fisiologici legati all’accrescimento della frequenza cardiaca, riferito ad un normotipo, vediamoli in dettaglio.
·         60-80 BPM (Battiti cardiaci Per Minuto), normale frequenza a riposo, stato mentale di quiete.
·         115 BPM, deterioramento delle abilità motorie fini, si perde ad esempio la capacità di aprire serrature, lucchetti, o di effettuare qualsiasi operazione la quale richiede la coordinazione mano occhio su piccole operazioni.
·         115-145 BPM, performance ottimali per agire e sopravvivere, sono garantite le abilità motorie complesse (camminare, correre) e i tempi di reazione visuale e cognitiva sono amplificati (acume visivo, acume auditivo).
·         145 BPM, deterioramento delle abilità motori complesse, comincia ad essere difficile anche solo coordinare un atto come camminare o correre.
·         145-175 BPM, deterioramento dei processi cognitivi, vasocostrizione, perdita della visione periferica (visione a tunnel), perdita percezione della profondità/distanza, perdità visione ravvicinata, esclusione auditiva.
·         175 BPM e oltre, reazioni irrazionali (lotta o fuga), immobilismo, sottomissione (o rassegnazione, assunzione della posizione fetale, chiudere gli occhi, etc.), perdita del controllo di sfintere e vescica, massimizzazione abilità motorie grossolane (correre per scappare).
Solo personale allenato e sottoposto durante l’addestramento all’INOCULAZIONE DELLO STRESS può gestire al meglio la curva del battito cardiaco, per chi non viene formato ad agire in queste situazioni il segreto del successo per evitare l’insorgenza di panico, ansia, etc., è utilizzare una respirazione profonda e cadenzata per mantenere l’autocontrollo. L’esatto contrario quando si perde la capacità di mantenere la calma sono respiri brevi e affannosi, la mancanza di una corretta ventilazione causa il decadimento esponenziale delle proprie capacità psicofisiche.
La respirazione profonda permette di rallentare il battito cardiaco, ridurre il tremore delle mani, mantenere un tono di voce profondo, sentirsi pervaso da un senso di calma e autocontrollo.

Effetti dello Stress
Per mantenere la calma bisogna conoscere cosa potrebbe accadere in modo che non ci sorprenda, gli effetti dello stress li recepiamo come distorsioni percettive le quali altro non sono che uno stato alterato di coscienza simile a quello indotto dall’assunzione di droghe, alcol, o lo stato di dormiveglia.
ESCLUSIONE SENSORIALE
In preda allo stress (incidente, ferimento, evento catastrofico, etc.) può capitare l’esclusione sensoriale pur riportando abrasioni, contusioni o fratture ossee. Solo in fase di rilassamento si prende atto delle lesioni prima impossibile a causa di forti potenti dosi di adrenalina che inibiscono i ricettori del dolore.
E’ buona norma in caso di incidente effettuare un Check visivo e corporale al fine di identificare immediatamente lesioni anche gravi.
ESCLUSIONE AUDITIVA
Su base statistica è stato dimostrato che in situazioni di emergenza, in presenza di forte rumore, il nostro organismo agisce proteggendoci smorzando o attutendo i suoni, si ha così un fenomeno di sordità o attutimento dei rumori. Questo fenomeno non và confuso con l’ipoacusia.
INTENSIFICAZIONE SONORA
Al contrario di quello accaduto sopra, in presenza di scarsa luminosità i suoni vengono amplificati poiché nell’oscurità il cervello si concentra sullo stimolo più rilevante, il suono.
VISIONE A TUNNEL
Sotto estremo stress il campo visivo tende a restringersi, impossibile mettere a fuoco i numeri sulla tastiera del telefono, è come se il soggetto stesse guardando attraverso ad un tubo. Questo stato è associato a livelli elevati di ansia (da ricordare, respirazione profonda per il contenimento di questo effetto)
CHIAREZZA VISUALE
L’esatto opposto di ciò che avviene sopra con la visione a tunnel.
AMMUTOLIRE DALL A PAURA
Il linguaggio è una capacità motoria fine, sembra che ciò accada a causa della vasocostrizione che annulla il controllo della motricità fine della laringe.
TEMPO AL RALLENTATORE E PARALISI TEMPORANEA
Percepire le azioni al rallentatore è chiaramente un sintomo del meccanismo di sopravvivenza messo in atto dal nostro cervello, purtroppo l’insorgenza di questo fenomeno è associato ad un elevatissima frequenza cardiaca, il passo successivo è la paralisi a causa della perdita sia della motricità fine che di quella complessa, inevitabili in questo caso sarebbero degli attacchi di panico.
PERDITA E DISTORSIONE DELLA MEMORIA
Se la realtà altro non è il modo in cui noi la percepiamo, un estremo stato di stress può causare una distorsione della realtà (dettagli o fatti inesistenti) o addirittura la perdita della memoria (fotogrammi mancanti).
Il più delle volte questi fenomeni accompagnano il senso di colpa dalla convinzione (errata) di avere o non avere fatto una determinata azione per risolvere l’evento negativo.
PERDITA DEL CONTROLLO SU VESCICA E SFINTERI
Argomento Tabù fino a pochi anni fà, il corpo umano in estrema condizione di stress devia l’energia vitale risparmiandola laddove non sia indispensabile. Questo significa che in estremo tress perdere il controllo di sfintere e/o vescica è normale, i casi analizzati hanno dato i seguenti dati, 50% dei casi perdita del controllo della vescica, 25% dei casi dello sfintere.
E’ quindi importante capire questo dato ed evitare eventuali stati di frustrazione o vergogna che potrebbero amplificare stati d’ansia.
CONCLUSIONE:
Abbiamo affrontato una parte del percorso di accrescimento della propria autocoscienza nelle meccaniche delle reazioni incontrollate e incontrollabili del corpo umano in situazioni d’emergenza.
L’importanza di capire questi meccanismi è la chiave per mantenere l’autocontrollo.
Se un incidente è il prodotto della mancanza dell’applicazione delle norme di sicurezza, possiamo anche affermare che l’autocontrollo è il prodotto dell’affermazione della propria autoconsapevolezza.
Renato Oliva



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